Perché negare metà del Cielo?

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Come acqua tra le dita, la Vita scorre imperterrita mentre tentiamo ostinatamente di afferrarla, di incanalarla, di modellarla, e questa è forse la causa di ogni sofferenza.

Gran parte dell’infelicità umana non deriva dall’avere una brutta giornata, ma dal non desiderarla o dal credere di non meritarla. Nel momento in cui compare la tristezza, sopraggiunge l’ansia. Quando arrivano le difficoltà, iniziamo a redigere avvisi di sfratto. L’uomo contemporaneo è poco avvezzo ad accogliere e accettare i propri limiti, e quando se li trova davanti assume un avvocato intentando una causa contro la Realtà. Ed è dannatamente reale che tutto ciò a cui resistiamo, per natura persiste.

Vogliamo che la vita scorra secondo le nostre preferenze. Vogliamo il sole perenne, il successo duraturo, la pace ininterrotta, la felicità infinita, la salute come status. Un percorso spirituale assolutamente privo di qualsiasi attrito o inconveniente. In altre parole, vorremmo un universo progettato da un reparto di assistenza clienti dove tutti sono sempre felici, appagati e soddisfatti. La Realtà, gentilmente, declina questa pretesa. I sapienti insegnano che ogni forma di resistenza senza discernimento crea attrito, e l’attrito genera sofferenza. Ogni evento è di per sé neutro e gestibile, è la negazione dell’evento che crea attrito, e lo rende negativo e insopportabile.

Immagina di dover portare per forza uno zaino pesante (il tuo). Ora immagina di portare questo zaino lamentandoti: “Questo zaino non dovrebbe esistere!”… improvvisamente il peso raddoppia. La Vita funziona più o meno allo stesso modo.

Il Lavoro su di sé offre un’alternativa. Invece di opporti al flusso della Vita, semplicemente… accoglilo. Se arriva la tristezza, lascia che abbia il suo spazio accanto a te. Se arriva la paura, preparale una tisana, e quando arriva la rabbia offrile una sedia. Smettila di trattare ogni emozione per te spiacevole come un intruso pericoloso e armato.

I grandi testi sapienziali indicano ripetutamente questa radicale inclusività. Nulla è escluso per realizzare il Risveglio. Nulla esiste al di fuori della cosxienza. La forza divina (la Madre) non si sperimenta solo come beatitudine, ma si manifesta anche come dolore, così come l’oceano crea sia onde calme che tempestose. Eppure, l’oceano non odia le sue tempeste, gli esseri umani sì.

La realtà non smette mai di essere divina solo perché diventa scomoda. In realtà, alcuni dei risvegli più profondi avvengono proprio quando la vita si rifiuta di assecondare i piani dei tuoi desideri personali. Succede una cosa strana quando smetti di combattere contro la Vita. La resistenza e la tristezza rimangono, eppure qualcosa si ammorbidisce, si addolcisce. L’ansia rimane, eppure non domina più il tuo spazio interno. Il dolore ritorna, eppure ti attraversa invece di diventare te. L’accettazione compie una sorta di alchimia peculiare. Trasforma la prigione della sofferenza in un fenomeno meteorologico passeggero. Le nuvole restano fluttuanti e impermanenti in un cielo molto, molto più grande.

Dal punto di vista mistico, l’illuminazione non consiste nell’eliminazione delle esperienze difficili, bensì nella presa di cosxienza da cui scaturiscono tutte le esperienze. L’uomo risvegliato non si lamenta e non giudica, eppure si stanca, si incazza e si delude ancora. Perde ancora il filo delle nei momenti di sconforto e confusione. La differenza è semplice. Costui è impegnato a non combattere contro la Realtà.

C’è un’immensa libertà nel realizzare che non è necessario sentirsi bene per essere in pace. La pace non è l’assenza di esperienze spiacevoli, bensì l’assenza di conflitto con l’esperienza. Questo cambia tutto. Anche l’uomo illuminato ha brutte giornate, semplicemente, smette di chiamarle ‘brutte’. Alcuni giorni il cielo interno è sereno, in altri giorni piove, semplicemente. Il distacco serve a prendere lo spazio necessario a fare ordine, e l’indifferenza non ha di per sé un’accezione negativa, ma aiuta a lasciar fluire più velocemente le afflizioni. Lasciar stare a volte serve a non compiere passi falsi, e a non dire quella parola di troppo di cui magari ti pentiresti. Imparare a lasciare andare serve a te, per non farti opprimere dalle ombre dell’esterno mal filtrate dalle reazioni automatiche.

Non possiamo scegliere ciò che ci capita, ma possiamo scegliere come sperimentarlo. Lasciare andare gli attriti emotivi che si riflettono e si proiettano su di noi dall’esterno all’interno, ma che di noi non fanno davvero parte, potrebbe essere un grande aiuto per avere maggiore padronanza e stima di noi stessi.

Il segreto più profondo del Lavoro è realizzare che la gioia non deriva dalle acquisizioni esteriori o dal controllo della vita, bensì che accade nel momento in cui si smette di controllarla e desiderare altro da ciò che è, da ciò che sei.

Osservando gli eventi che vanno e vengono, sorridendo dolcemente all’interezza di ogni scena, il maestro di Vita sorseggia un altro sorso di caffè. La vita è una serie di cambiamenti spontanei e naturali: opporre loro resistenza crea solo sofferenza.

“Alcuni giorni piove, altri sono soleggiati, perché dovrei negare metà del cielo?”.

Lascia che la Realtà semplicemente sia ciò che è. Permetti che le cose fluiscano naturalmente in avanti in qualsiasi modo loro piaccia. Senza lottare, non forzare la Vita e osserva ciò che accade.

E ricorda: tutto ciò a cui resisti, per natura persiste…

Grazie di leggermi senza… pensare.

 

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Hermes

 

 


Immagine in apertura di Wendy van Zyl (fonte)

 

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