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… Grandi capacità belliche. Il circuito è chiuso, i bersagli vengono scelti dagli algoritmi, le bombe cadono, le azioni salgono. Non è una metafora, è l’ultimo modello di business…
La nostra epoca, che ama definirsi evoluta, sta silenziosamente scivolando da un sistema di stati sovrani a un mondo di piattaforme private. Mentre lo sguardo delle masse è catturato dal grande teatro della geopolitica – il passaggio dal dominio unipolare al mosaico multipolare – sotto i nostri occhi si sta compiendo una transizione molto più profonda.
Ma se queste vicende fossero solo un diversivo ben congegnato? Mentre l’attenzione è catturata dal conflitto, dalla carestia o dalla pandemia di turno, la nuova tecnocrazia, riadattata per l’occasione, costruisce una nuova “Gabbia di Vetro”.
L’epoca tecnologica attuale non propone una dittatura in vecchio stile, ma un sistema di controllo totale e predittivo. Lo scopo reale è la standardizzazione dell’essere umano. Attraverso l’economia dell’accesso, l’identità digitale e la tokenizzazione dei comportamenti, l’uomo è candidato a diventare un “utente” di un sistema che tramite algoritmi decide cosa può pensare, sentire, fare o dire. È la livellazione perfetta.
Perché si accetta tutto questo? L’uomo moderno (o i piccoli voleri di costui), a sua insaputa, ospita nella pancia un “asino emotivo”, una parte istintuale sensibile poco conosciuta e sempre alla compulsiva ricerca di sicurezza ed effimeri piaceri. È questa fame di potere, travisata per sicurezza e comodità, che lo rende un perfetto magnete per le catene che, in fin dei conti, comodamente indossa. Per risvegliare l’asino servono “urti”, pressioni insopportabili che ti costringono a rompere la comoda prigione per non soffocare. L’urto e le pressioni esterni attuali, visti da questa prospettiva, non sono una catastrofe, ma la condizione necessaria per far emergere una nuova cosxienza.
Proprio adesso, mentre leggi, in questo mondo si sta risvegliando una potente forza d’animo, un “fuoco liquido“. Al momento è un’energia molto eterica, percepita da molti come un’intuizione soggettiva, una spinta per andare oltre le consuetudini abituali. Questo fuoco inizierà a coagularsi appena la trasparenza delle cosxienze mostrerà ulteriori scenari, altre vie. In questa geometria dell’anima, le proporzioni si ribaltano. Ciò che sembrava espanso e infinito all’esterno (il mondo delle piattaforme, la tecnocrazia, il rumore del mondo) viene raccolto e concentrato in un unico punto focale all’interno. Viceversa, il nostro nucleo interiore, piccolo e raccolto, espandendosi in cosxienza, si riflette all’esterno proiettando una visione estesa che abbraccia l’intero orizzonte degli eventi.
La super tecnologia moderna non è in grado di stabilire il futuro, può mappare il passato certo, ma nulla può contro l’imprevedibilità di un essere umano che agisce con Dignità e chiarezza d’intenti.
Colui che si autodetermina non rifiuta il copione del mondo ma diventa “invisibile” ai radar dell’algoritmo.
La chiave di tutto ciò risiede in una legge semplice: siamo magneti, portatori di un Fuoco inestinguibile. Tutto ciò che viene verso di noi, consapevoli o meno, lo abbiamo attirato. I nostri desideri inconsci sono geni in una lampada, e dunque la vera domanda non è “cosa succede là fuori?”, bensì: siamo pronti a guardare cosa c’è dentro?
È in questo “dentro” che pulsa il ritmo di ciò che appare fuori. Quando si sosta nelle guaine della propria cosxienza si è consapevoli che non esiste vera creazione, ma solo “apparizione”; tutto appare e scompare nella Madre di tutte le impermanenze: il Vuoto. E il nostro vero Essere soggiorna proprio in questo Vuoto.
La realtà esterna è sempre la coagulazione del nostro stato interiore di quel preciso istante.
La soluzione non risiede mai nel conflitto, ma nell’allenarsi ad osservare. Accettare con gratitudine ciò che la vita offre significa creare risonanza, significa trasmutare la polarizzazione che magnetizza l’Essenza, significa vivificare il “Fuoco” igneo che ti anima. Quando il “copione” non trova più attori inconsapevoli disposti a desiderare le proprie catene, il teatro stesso è costretto a cambiare spettacolo.
Siete nati liberi. E allora, cosa aspettate, smettete di recitare e iniziate a praticare l’Atto di Essere. Perché nel momento in cui vi volgete verso la Luce interiore, la stessa che genera le ombre, la “Gabbia di Vetro” si dirada e smette di esistere.
Sieti pronti a vedere cosa manifesterà il vostro genio, ora che il ritmo del dentro ha iniziato a danzare con il fuori…
Grazie di aver letto senza… pensare
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Hermes
Immagine in apertura tratta da The Donkey Sanctuary