L’Arte di Arrendersi Perseverando

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C’è un mito che aleggia intorno alla spiritualità: si risveglia solo chi è iniziato, quieto, aggraziato, esoterico e naturalmente dotato, mentre se stai lottando, dubitando, fallendo o crollando, allora stai sbagliando qualcosa. Sciocchezze.

Il Risveglio non è un mito rose e fiori, non è solo per talentuosi e santi, ma appartiene innanzitutto a chi è sincero con se stesso. È per quelli che continuano ad andare avanti non perché sono sicuri di sé, ma perché, arresi alla vera Realtà della Vita, non hanno altro posto dove “stare”. Quelli che perseverano continuando a restare “dentro” nonostante le avversità, quelli che abbracciano l’ignoto perché allenati a superare i propri limiti, imparano a spostare montagne.

C’è una vecchia storia di un eremita che trascorse lustri ritirato in una grotta a meditare. Il Risveglio non fu realizzato, l’illuminazione non arrivò, le visioni profetiche nemmeno, nessuna nuova “postura interiore” si risvegliò nonostante tutte le austerità. Un giorno, demotivato e sconfitto, l’eremita decise di rinunciare e andarsene. Mentre scendeva dalla montagna, vide una vecchia che strofinava una massiccia asta di ferro contro una pietra. “Cosa stai facendo?” chiese. “Sto realizzando un ago”, disse. L’eremita sorridendo in modo cinico le disse: “Auguri, ci vorrà un’eternità”. La donna con calma alzò lo sguardo e con gentilezza rispose: “Allora sarà per sempre”.
L’eremita restò folgorato, e lesto si voltò tornando spedito alla grotta. Realizzò il Risveglio poco dopo, non perché l’universo si fosse impietosito o impressionato, ma perché la perseveranza si era trasformata in resa costituente e la resistenza aveva esaurito le scuse.

Arrendersi perseverando non è mai eroico, anzi, molto spesso è esistenzialmente imbarazzante. Non significa stringere i denti per combattere le ingiustizie del mondo o scandire slogan umanistici, piuttosto è andare avanti con fiducia anche quando il viaggio dentro di te non lusinga più.
Perseverare è diabolico? No, è il tuo Spirito burlone che mette alla prova la tua aspirazione.
Non trovando risposte veloci e miracolose ai problemi personali, ben presto l’idealizzazione spirituale smette di premiare l’ego. Quante resistenze nel dover rinunciare alle proprie idee riguardo alla pratica del Risveglio; l’osservazione di sé è faticosa e noiosa, la preghiera sembra non ricevere mai risposta, e molto spesso il silenzio si rifiuta di gratificare e intrattenere le illusioni. Eppure, la pratica matura proprio nel superamento dell’abulia e dello scetticismo, quando i fuochi fatui delle idealizzazioni personali perdono potere e credibilità lasciando che la Verità emerga schiarendosi la gola…

Ogni volta che ti arrendi alla Realtà, non accumuli meriti ma stai semplicemente perseverando per allentare le catene delle tue identificazioni. La mente dice: “non funziona”, la consapevolezza tace e resta devastando le narrazioni dell’io, sempre bramoso di risultati. L’uomo ordinario è di fatto un provetto assolutista costruito su strati di memorie acquisite nel tempo, e il senso e il significato che dà a tali memorie è ciò che egli crede essere la sua storia e la sua vera identità.

L’Arte del Perseverare è innanzitutto imparare a distaccarsi dalle illusioni e dai risultati; rifiutare la competizione per limitare lamentele e giudizi e smettere di negoziare con la Realtà desiderando che l’Altro e il Mondo siano diversi da come sono.

Ogni forma di resistenza dell’io è sempre il frutto di un “ragionamento” eccellente e, se osservati con discernimento, tutti questi pensieri non sono semplici parodie ma sottili strategie di fuga della tua storia narrante che avverte con terrore la propria data di scadenza.

L’Essenza non si risveglia sperimentando l’ordinario, ma aprendosi al meraviglioso, allo straordinario.
Non ti risvegli perché resti ore seduto a meditare, ma perché ami essere l’amante della Realtà. E un bel giorno, senza preavviso, realizzi che questa libertà di amare ti educa all’Arte di Arrendersi Perseverando. Ricordandoti di te non vinci nulla e non raggiungi alcun nirvana, semplicemente esaurisci le scuse e le strategie che ti allontanano dalla tua vera Essenza. Dentro ogni essere umano esiste qualcosa di molto più profondo dei suoi dubbi e della sua storia personale, e questo qualcosa persevera ostinatamente rifiutandosi di scomparire.

Il sentiero che conduce dentro di te è un varco aperto solo per chi non cerca scorciatoie o smette di camminare, perché nella nebbia dell’illusione ha visto che l’unica vera Vita è quella dell’Essere.
Il mistico sa che l’Arte di Arrendersi Perseverando non dipende dalla forza di volontà, ma dall’impulso del Destino che arde di sé per… esaudirsi.

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Hermes

 


Immagine in apertura: fonte

 

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